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ANGELO
CESSELON - Una Vita per l’Arte.
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Angelo
Cesselon era nato a Settimo di Cinto Caomaggiore, provincia di Venezia, |
il 17
Febbraio del 1922. Gli inizi della sua carriera di pittore rivelano modalità
stilistiche che hanno profonde radici nella sua terra e nello studio degli
artisti veneti dell’800. Gli impasti cromatici intensi e vibranti, la
composizione originale, la sua speciale capacità di individuare la psicologia
di un volto, rendono la sua espressione artistica ricca, molteplice e connotata
da audaci segni di innovazione.
Il
giovane artista con il trasferimento della famiglia a Roma, sposta i suoi
interessa verso la pittura contemporanea e comincia a frequentare gli studi
artistici, pubblicitari, grafici, e conosce così quell’affascinante mondo a
cui rimarrà legato per molti anni.
Dal
primo dopoguerra entra a far parte
del gruppo di artisti/cartellonisti che tra il ’45 e il ’75 introdussero
modalità espressive nuove nel mondo della pubblicità cinematografica italiana
e inizia a realizzare i suoi primi bozzetti.
Nel
1947 inizia un percorso pittorico indipendente e del tutto originale: invece di
raccontare la trama del film con tutta una serie di elementi aneddotici, come
era di moda a quel tempo, sceglie una figura in primo piano, quasi sempre un
volto, nel quale accentua alcuni particolari cogliendone tutta l’efficacia
espressiva usando una gamma coloristica assolutamente nuova per l’epoca.
Tra
i tanti dipinti realizzati, si ricordano i ritratti più belli degli attori del
cinema nazionale e internazionale. Gina Lollobrida, Totò, Sophia Loren, Eduardo
De Filippo, Alberto Sordi, Marilyn Monroe, Ingrid Bergman, Gregory Peck, Kirk
Douglas, Burt Lancaster, Gary Cooper, James Dean, Marlene Dietrich e molti
altri, sono stati immortalati dal suo fantastico pennello.
Le
maggiori case di produzione e distribuzione come la Metro Goldwin Mayer, la
Paramount, la Fox, la Titanus, la Columbia, la Minerva, la Cineriz, l’Enic,
registi e i più famosi richiedevano costantemente le sue opere che
rappresentavano una garanzia per il successo del film.
Nel
1955 riceve il premio Spiga Cambellotti, come miglior pittore cinematografico,
ottenendo successivamente riconoscimenti in tutto il mondo. Nel 1958 viene
indicato come miglior ritrattista internazionale e negli anni successivi è
invitato a realizzare i ritratti di importanti personalità come l’allora
presidente della repubblica Giovanni Gronchi, Re Gustavo di Svezia, Papa
Giovanni XXIII, Papa Giovanni Paolo II.
La
carriera di Cesselon come artista è stata parallela a quella di illustratore e
grafico. Ha collaborato con moltissime case editrici italiane e internazionali
creando illustrazioni per libri, dischi e riviste. I
suoi ritratti dei maggiori atleti del tempo, da Coppi a Bartali, da
Boniperti a Mazzola, stampati a colori sulla copertina della famosa rivista
Sport nel Mondo sono rimasti nella memoria collettiva di generazioni
di appassionati.
In
quegli anni inizia anche una interessante collaborazione con il Comando Generale
dell’Arma dei Carabinieri per cui realizzerà una serie di opere.
Nel
1975 Angelo Cesselon preferì allontanarsi da Roma per ritrovare nella campagna
di Velletri ritmi ed atmosfere a cui era legato sin dall’infanzia. In quel
periodo i responsabili di molte congregazioni religiose colpiti dalle capacità
pittoriche e di indagine psicologica rivelate dai suoi ritratti, gli
commissionarono una serie di grandi figure di santi e di fondatori di ordini,
che furono realizzati con quello stesso stile vigoroso e di intenso cromatismo
che lo aveva già reso famoso. Tra i più interessanti S. Francesco d’Assisi,
S. Francesco di Paola, S. Massimiliano Kolbe, S. Padre Pio, S. Giuseppe da
Copertino, Annibale e Francesco Di Francia. Questi e molti altri ritratti, dai
quali sono stati tratti moltissimi poster,
sono ora conservati nelle chiese e nelle case generalizie di tutto il mondo.
L’artista si è
spento a Velletri il 26 Settembre
1992.
Cesselon,
durante la sua carriera, ha dipinto un numero altissimo di opere; parte di
questo interessante materiale, composto da bozzetti e schizzi preparatori, è
conservato nell’Archivio Cesselon e
curato dagli eredi. Di esso fanno parte anche stampe, illustrazioni e fotografie
di scena. L’archivio realizza mostre, convegni e manifestazioni per promuovere
la figura e l’arte di Angelo Cesselon, ed è a disposizione dei ricercatori
per ogni informazione. Ci si augura che le opere di Cesselon possano trovare
presto una collocazione stabile in un luogo appropriato, visitabile dagli
appassionati, gli studiosi e dai tanti estimatori di questo artista innovatore
che ha saputo segnare in maniera indelebile la memoria visiva di molte
generazioni di pubblico.
I bozzetti di Angelo
Cesselon, rappresentarono una novità assoluta in questo genere
pittorico. L'artista infatti non amava rappresentare con un racconto
didascalico della trama del film, come era la prassi del tempo, ma
ne sceglieva il momento saliente e lo interpretava sapientemente usando
pochi oggetti giustapposti. Talvolta sceglieva il personaggio dal volto
più intenso e significativo e creava un'immagine simbolica: la
caratterizzava con mille tocchi di colore, dai bruni, ai verdi, ai
fucsia ai rossi vermigli che usava audacemente nei suoi fantastici
ritratti. Bastava un particolare dello sguardo o della bocca per
suggerire l'atmosfera e il clima del film.
Spesso le opere di
Cesselon appaiono come il risultato di uno zoom puntato sul
nucleo della vicenda e ne svelano i retroscena.
Questa mostra
virtuale, consente di osservare un materiale molteplice e si somma il
piacere di vedere le opere di un artista che è stato considerato il
miglior ritrattista italiano del cinema internazionale.
Sono immagini
viste tante volte sui muri delle città sotto forma di manifesti,
finalmente qui anche in versione originale, svincolate dalla
funzione pubblicitaria, si rinnovano con la valenza autonoma
di un'opera d'arte.
L’immagine femminile è
al centro della sua produzione: ritratti languidi o beffardi , dolci o
sfrontati, gli sguardi diagonali, la bocca tumida e segnata,
l’incarnato di pesca i capelli in un’onda corvina o vermiglia.
Dipingere le donne: le
bellissime dive del '900, è sempre stata una scelta continua e costante
per l'artista, anche se la particolare predilezione che
mostrava per questo soggetto si manteneva in un misurato erotismo,
connotato dallo sporgere di una spalla delicata o nel turgore di un
seno. Ma è soprattutto nei volti, che si concentra l'attenzione di
Cesselon: maliarde dalle labbra semiaperte su una chiostra di denti
candidi, occhi socchiusi e pieni di promesse, capelli a piccoli
tocchi scomposti , sono un logo delle sue eroine: il suo incomparabile
stile cromatico e timbrico, con il colore trattato a velature, ne
fa apprezzare tutto il fascino, l'eleganza, ma anche la
sensualità.
Anche il ritratto
maschile, caratterizzato dai tocchi più nervosi e staccati di colore
ben si attaglia al linguaggio dell'artista che sottolinea spesso col
colore, trattato alla maniera divisionista, la drammaticità epica di
alcuni personaggi.
- ARCHIVIO CESSELON -
A cura di
Alessandra Cesselon
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